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Ötztaler Radmarathon: 227 km 5500 metri di emozioni

  • Immagine del redattore: Alberto Mamini
    Alberto Mamini
  • 3 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Data della gara: 31 Agosto 2025

Distanza percorsa: 227 km

Dislivello totale dichiarato: 5500 metri

Tempo finale effettivo: 9 ore, 07 minuti e 46 secondi


Ci sono gare che non sono semplici competizioni, ma veri viaggi dentro sé stessi. La Ötztaler Radmarathon è una di queste.

Per anni l’avevo sentita raccontare come “la regina delle granfondo”, un banco di prova leggendario per ogni ciclista.


Quest’anno ho deciso di provarci: 227 km, 5500 metri di dislivello, quattro passi alpini da superare. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma sapevo che sarebbe stata una giornata indimenticabile.


La vigilia: Sölden e l’attesa


Arrivare a Sölden un paio di giorni prima della gara è già un’esperienza. Le strade piene di ciclisti, le bici ovunque, l’aria di montagna che ti fa respirare adrenalina pura. Al ritiro pettorale sento crescere l’emozione: sto per affrontare una delle prove più dure della mia vita!


La sera cerco di riposare, ma l’agitazione prende il sopravvento. Continuo a pensare ai nomi che da settimane mi girano in testa: Kühtai, Brennero, Giovo, Rombo.


La gara: un viaggio sulle Alpi


La partenza è all’alba, con migliaia di luci rosse che si allontanano nel buio di Sölden. Il Kühtai arriva subito, senza preavviso. A gambe fredde è una "piacevole" sorpresa: 18 km con pendenze che toccano il 12%. Lì capisco subito che la giornata sarà lunga e dovrò dosare ogni energia.



La discesa porta verso Innsbruck e poi inizia la lunga salita al Brennero. Non è dura, ma interminabile: 36 km di falso piano, dove se ti lasci prendere rischi di consumare troppo. Qui provo a stare in gruppo, a risparmiare il più possibile, mangiando e bevendo con regolarità.


Il Giovo è il cuore della Ötztaler. Salita impegnativa, 15 km che si fanno sentire, specialmente dopo oltre 150 km già nelle gambe. Le rampe sono al 12-13%, un po' di fatica c'e' ma non si molla, il pensiero fisso e' all'arrivo a Sölden! in cima poi e' uno spettacolo, clima di festa grazie ai tanti supporters accorsi per veder passare il gruppo!



Il Rombo è l’ultima montagna, ma anche la più crudele. I primi km sono pedalabili, poi la strada si impenna. Gli ultimi 10 km sembrano non finire mai: tornanti su tornanti, duri ma io mi sento incredibilmente vivo ed estasiato da cio' che sto vivendo!


Quando raggiungo i 2509 m del passo e vedo il cartello “Timmelsjoch”, mi viene da sorridere: il peggio è alle spalle.

La discesa verso Sölden è un volo liberatorio. Le gambe tremano, ma il cuore esplode di gioia.



L’arrivo: una vittoria personale


Tagliare quel traguardo dopo 9 ore in sella è stata un’emozione che non dimenticherò mai. Non c’è classifica che tenga: la vera vittoria è aver lottato fino alla fine, aver vissuto una giornata così intensa!



La Ötztaler non è solo una gara: è un rito, un viaggio che ti segna. Alla domanda se la rifarei, oggi risponderei senza alcun dubbio sì. Perché nonostante la fatica, la sensazione di arrivare a Sölden ripaga di tutto.


📹 PS: Sul mio canale YouTube trovi il video a caldo con le impressioni sulla gara, non perdertelo!






 
 
 

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