The Hills Gravel Race
- Alberto Mamini
- 1 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Un battesimo di fango e passione!
Data della gara: 29 Marzo 2025
Distanza percorsa: 180,95 km
Dislivello totale dichiarato: 2253 metri
Tempo finale effettivo: 8 ore, 56 minuti e 18 secondi
Quest’anno ho rotto il ghiaccio con la mia prima gara gravel: la The Hills Gravel Race. Non potevo immaginare un debutto più intenso, selvaggio, e — letteralmente — bagnato fino all’osso!
Già dal giorno prima il meteo non prometteva nulla di buono, ma quello che ci aspettava il giorno della gara era qualcosa che difficilmente dimenticherò: pioggia, fango ovunque e un terreno completamente trasformato in una trappola scivolosa e imprevedibile. Ma sapete una cosa? Mi è piaciuto da morire.
Il fascino ruvido del Gravel
Del mondo gravel mi ha sempre affascinato l’idea di esplorare strade secondarie, sentieri sterrati, luoghi che con la bici da corsa non toccheresti mai. Ma in gara è tutta un’altra storia.
Alla The Hills ho capito davvero cosa significhi pedalare fuori dalla comfort zone. Il percorso si snodava tra le colline del prosecco, in un mix di salite e discese tecniche che, complice il meteo, si sono trasformate in vere e proprie piste da ciclocross. Il fango non era una comparsa: era il protagonista assoluto.
Ogni tratto diventava una battaglia contro la perdita di trazione, contro il peso della bici che sembrava raddoppiato, contro il dubbio continuo se rallentare o lasciar correre. Eppure… che soddisfazione!

Quando la tecnica fa la differenza
Non è stata solo una prova di gambe, ma anche — e soprattutto — di tecnica e gestione mentale. In certi momenti, più che pedalare, sembrava di dover danzare sul filo del rasoio: scegliere la traiettoria giusta, alleggerire la ruota anteriore, affrontare le discese senza farsi prendere dal panico.
È stato un vero e proprio corso accelerato di guida sul fango, e io, essendo alle prime armi, ho avuto le mie belle difficoltà.
Ma proprio queste mi hanno insegnato tantissimo!
Eppure, nonostante tutto, l’esperienza è stata pura adrenalina. Ogni chilometro era una piccola vittoria, ogni sezione superata un motivo in più per sorridere. Tagliare il traguardo con la bici irriconoscibile, i vestiti zuppi e il viso coperto di terra è stato come passare un rito di iniziazione.
Il bello dell’imperfezione
Quello che mi ha colpito di più della The Hills Gravel Race non è stato solo il percorso o l’organizzazione (ottima, tra l’altro), ma l’atmosfera unica: complicità tra i partecipanti, spirito d’avventura, voglia di condividere la fatica senza prendersi troppo sul serio.
Nessuna ossessione per watt o classifiche: solo passione, grinta, risate e sorrisi infangati.

Una prima volta che non si scorda
Se questa doveva essere la mia prima volta nel mondo Gravel Race, non poteva andare meglio: più dura, più autentica, più vera di quanto avessi immaginato.
E, oltre alla gara in sé, quello che ha reso questo weekend davvero speciale è stato condividerlo con il mio team e con mio papà, che con grande entusiasmo si è messo in gioco sul percorso medio — una sfida lontanissima dal suo modo abituale di vivere il gravel, ma che ha affrontato con spirito, grinta e passione!
📹 PS: Sul mio canale YouTube trovi il video a caldo con le impressioni sulla gara, non perdertelo!






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